Monthly Archives: dicembre 2013

Modelli a Fascicoli? NO GRAZIE!!

Conviene al modellista  acquistare i modelli in edicola con opere a
fascicoli?

Per quanto le ditte che propongono modelli e collezioni in edicola hanno
avuto l’indubbio merito di diffondere il il modellismo in generale e
ampliare la platea di utenza, molto spesso le motivazioni che stanno alla
base di simili scelte non coincidono con cio’ che realmente si ottiene;
proviamo ad analizzarle:

    1. Compro un modello poco per volta e ‘non mi pesa’: è vero il
      modello che viene acquistato lo si paga settimanalmente con una cifra
      non elevatissima (7-10 euro mediamente).Ma proviamo a farci un po’ di
      calcoli:

      • un importo medio di 8 euro a fascicolo vuol dire circa 35 euro
        al mese.
      • la durata medie delle opere e’ 18-30 mesi (media 24 mesi) per
        cui si ha un importo totale di circa 850 euro.
      • nel 99% dei casi  lo stesso articolo o la stessa collezione
        costa, acquistandola in un negozio, tra il 50 ed il 60%  di tale
        somma. Se volete si possono fare una serie innumerevole di esempi
        (da un modello radiocomandato della Kyosho venduta in edicola nel
        2001-2003 ad un prezzo di circa 750 euro complessivi quando nel
        pari  periodo lo stesso modello costacva circa 350 euro, passando
        per case di bambole, modelli navali ed addirittura elicotteri
        radiocomandati, venduti quasi sempre ad un prezzo quasi doppio
        rispetto all’equivalente del negozio.

       

    2. Si ma io non posso permettermi la cifra tutta insieme anche se
      ridotta della metà :

      • anche a questa obiezione c’è un calcolo economico da fare: molti
        negozi, sia fisici che on-line, propongono forme di finanziamento
        con pagamento rateale ed il costo degli interessi (quando presenti
        in quanto molti fanno anche promozioni con tasso 0%)
        non è mai superiore a più del 10% dell’importo finanziato, per cui esiste ancora una notevole differenza con il valore dell’opera a fascicoli.

      In pratica si puo’ pagare il modello poco per volta ma lo si puo’
      avere SUBITO! e quindi iniziare a costruirlo immediatamente.

       

    3. Ma insieme al modello ricevo anche un piccola enciclopedia ed i
      manuali per costruirlo:
      senza stare qui a discutere sulla qualità
      della documentazione allegata ai fascicoli, che spesso è ripetitiva e
      dispersiva, c’è da dire:

      • Nei modelli in kit comprati nei negozi ci sono SEMPRE istruzioni dettagliate per la loro costruzione.
      • il costo di un buon libro da aggiungere al modello è SEMPRE
        molto più economico del materiale allegato all’opera.
      • senza contare tutto il materiale GRATIS che oggi si puo’ trovar
        su Internet
      • Infine diciamocelo: quanti di voi hanno letto tutto cio’ che c’è
        scritto nei fascicoli!

       

    4. Ma dove abito io non ci sono negozi di modellismo: anche
      questo ormai è risolto: su Internet si trovano offerte eccezionali che
      nulla hanno da invidiare alle opere in fascicoli.
    5. Ma con i fascicoli se voglio posso sospendere quando voglio:
      non è forse il caso allora, PRIMA di avventurarsi nel’opera di decidere
      se quel modello o collezione ci interessa VERAMENTE?
    6. Con i fascicoli ho l’assistenza di un team esperto: non sempre questo è vero in quanto chi vende i fascicoli (spesso di carattere molto diverso tra loro: dalla cucina al giardinaggio) è un EDITORE, mentre in un negozio di MODELLISMO, reale o virtuale, troverete senza’atro persone più competenti e più disposte ad aiutarvi, soprattutto se avrete acquistato da loro. Purtroppo molte persone si avventurano nel costruire a fascicoli, ma poi nelle fasi consclusive, in cui occorre la manualità ed i consigli di un esperto (ad esempio la messa in moto di un modello), sono costretti a rivolgersi ad un negozio o ad altre figure, che spesso chiederanno altri soldi per l’aiuto su una
      cosa non venduta da loro!
    7. Ricambi: ricordatevi che qualsiasi cosa facciate prima o poi
      avrete bisogno di un pezzo aggiuntivo o di un ricambio: ultimamente
      molti editori per evitare confronti con prodotti già in vendita, tendono
      a proporre modelli  in scale differenti da quelle più commerciali,
      per cui poi avrete notevoli difficoltà nel reperire anche i ricambi da
      usura (ad esempio gomme, o miscele per un automodello, od un cannone
      oper un modello di nave). Quando l’opera finisce l’EDITORE dopo 1 o 2
      anni  cessa di dare assistenza e ricambi per le opere proposte (non
      è il suo mestiere fornire ricambi), mentre un negozio di MODELLISMO è
      sempre li’: sempre per tornareall’esempio fatto sopra del modello Kyosho
      (per l’esattezza era la Pure Ten Alpha con carrozzeria Opel Vauxhall)
      molti negozi di modellismo hanno ancora disponibili
      i ricambi
      cosa che invece l’editore ha cessato di fornire diversi anni fa.

 


Great Planes ElectriFly de Havilland Tiger Moth

l “J-3 Cub” della Gran Bretagna

Nel 1930, il biplano civile a 1-2 posti di Geoffrey de Havilland era diventato così popolare in Inghilterra che virtualmente qualsiasi tipo di velivolo privato veniva chiamato “Moth” (falena) così come, in America, ogni piccolo aereo era automaticamente un “Cub” (cucciolo).
Il prototipo del Tiger Moth DH 82, ha fatto il suo debutto di volo il 26 Ottobre del 1931. La Royal Air Force lo notò ed iniziò ad utilizzarlo per l’addestramento dei piloti principianti. Entro la fine della 2ª Guerra Mondiale ne erano stati consegnati alla RAF più di 4.200. Circa 3.000 furono costruiti in Australia, Canada e Nuova Zelanda per il Commonwealth Air Training.
Probabilmente sono stati prodotti oltre gli 8.700 de Havilland Tiger Moth DH 82. Di questi almeno 250 esemplari sono ancora oggi considerati aeronavigabili.

Specifiche Tecniche

Nome: de Havilland Tiger Moth (GPMA1134)
Apertura Alare: 760 mm
Superficie Alare: 18.2 dm²
Lunghezza: 620 mm
Peso di Volo: 230 g
Carico Alare: 13 g/dm²
Radio Utilizzata: Futaba 7C 2.4GHz w/R6004FF 2.4GHz Rx
Servi Utilizzati: Futaba S3114
Motore Utilizzato: RimFire 250 28-13-1750
ESC Utilizzato: Silver Series 8A
Canali Utilizzati: 3 in totale – Elevatore, Gas e Direzionale
Elica Utilizzata: 8×6 Power Flow Slo-Flyer Electric
Batterie Consigliate: ElectriFly 7.4V 300mAh 20C Lipo

Eccessori necessari

  • Taglia balsa
  • Ciano per polistirolo e attivatore
  • Attrezzature standard

Primo Sguardo

  

Il Tiger Moth vi verrà consegnato in una bella confezione, con ogni componente avvolto nel nastro e ben posizionato. Una volta che avrete rimosso tutti i componenti dalla scatola capirete immediatamente che consiste davvero pochi pezzi e che l’assemblaggio non vi richiederà più di qualche ora.

  

Il de Havilland Tiger Moth ha già applicate delle rifiniture in scala, come la zona della cabina di pilotaggio, completo di doppio parabrezza e dei pannelli della strumentazione. L’ordinata parafiamma è pre-forata per l’inserimento di un Rimfire 250. La sezione di coda viene fornita con una configurazione di legno che funge da trascinatore di coda; le barre di torsione per il direzionale e l’elevatore sono già pronti.

  

Il polistirolo Pro-Performance utilizzato per il Tiger Moth è abbastanza sorprendente, soprattutto per i dettagli delle nervature e i ritagli degli alettoni. Il carrello di atterraggio è composto da un unico cavo già predisposto con le ruote, che hanno entrambe il logo de Havilland. L’unica busta che contiene pezzi per completare l’assemblaggio, contiene le due figure sagomate dei piloti ed un assortimento di viti e altre piccole parti.

Manuale

Il manuale è scritto e illustrato davvero bene. Per ogni passo dell’assemblaggio vengono fornite istruzioni dettagliate insieme alle specifiche per impostare il corretto baricentro e le escursioni del modello.
Assemblaggio
Il processo di assemblaggio prevede l’utilizzo di colla ciano per polistirolo e attivatore per le ali, la tiranteria e la sezione di coda. Il motore, l’ESC ed i servi, saranno installati in un momento successivo.
L’assemblaggio verrà poi completato con il carrello di atterraggio, la naca motore e la tiranteria opzionale. Mi è bastata una tranquilla serata di lavoro per terminare il tutto.

Assemblaggio 

Fusoliera

  

In caso voleste far volare il vostro Tiger Moth outdoor, il manuale suggerisce di rinforzare il fondo delle ali con del nastro telato, per una maggiore resistenza al vento.
Dato che io difficilmente ho trovato una buona arena indoor per volare, ho deciso di seguire questo consiglio applicando un po’ di nastro BiDi. Gli slot per il carrello di atterraggio devono essere ritagliati dalla fascia inferiore delle ali. Potete trovare una sagoma per la marcatura del CG, il baricentro, nell’ultima pagina del manuale. Questa deve essere ritagliata ed attaccata all’ala per trasferirvi le rispettive posizioni dei punti di equilibrio con una T-pin.

  

Il fondo delle ali deve essere semplicemente incollato in posizione con della colla ciano per polistirolo. Assicuratevi prima di rimuovere la copertura dell’alloggiamento del servo per evitare di incollarlo per errore durante l’operazione. La tiranteria centrale verrà quindi inserita nelle fessure pre-tagliate della fusoliera. C’è una “sezione tecnica” apposita, per coloro che dovessero avere problemi  con questa procedura che comporta la nastratura delle estremità della tiranteria, ma io non ho trovato grandi difficoltà con questo punto.

  

L’ala superiore deve essere incollata alla struttura centrale. Il manuale consiglia di voltare sul dorso il Tiger Moth per verificare l’allineamento delle ali, e ancora una volta non ho dovuto apportare modifiche dato che le misure erano quasi perfette. L’installazione delle ali si completa incollando le staffe esterne.

  

Ora che le ali sono posizionate, ci sposteremo alla sezione di coda. Lo stabilizzatore e la pinna devono essere preparati rimuovendo la sottile pellicola dal polistirolo Pro-Formance. Evitate di esercitare un’eccessiva pressione quando fissate lo stabilizzatore orizzontale alla pinna, in quanto l’intera struttura potrebbe facilmente danneggiarsi. Prima di procedere ad incollare le parti, accertatevi della flessibilità muovendo l’elevatore e il direzionale un paio di volte per essere sicuri che le cerniere abbiano un buon movimento e non risultino troppo rigide. A questo punto, incollare la pinna sullo stabilizzatore  e l’intera struttura alla sezione di coda. Verificare che lo stabilizzatore orizzontale sia parallelo alle ali, e, in caso contrario, è possibile ritagliare del polistirolo in eccesso per ottenere un corretto risultato.

  

Con le barre di torsione pre-installate, tutto ciò che resta da fare per la sezione di coda è incollare le squadrette e collegarle alle barre di torsione mediante i micro connettori FasLink.

Assemblaggio finale

  

Gli ultimi passi necessari per il completamento del Tiger Moth, prevedono l’installazione del carrello d’atterraggio, della naca motore e delle parti opzionali. Il carrello d’atterraggio deve essere fatto scorrere in posizione e fermato con i sostegni a V per legno. Il retro dei sostegni non deve essere a contatto con niente che possa assorbire la flessibilità del carrello stesso.

  

La naca motore è tenuta in posizione da viti per legno 1.6x4mm, davvero piccole, possono perdersi facilmente in caso di incidente. Il manuale raccomanda di utilizzare un piccolo trapano da .040 a .052 per avvitarle in posizione.  Dato che io non ne avevo di così piccoli, ho usato la punta di un piccolo coltello da hobby per fare i piccoli fori ed inserire le viti nelle loro rispettive posizioni. L’elica Slo-Fly 8×6 verrà fissata attraverso il salva elica già installato sul RimFire 250.

  

Il manuale descrive inoltre come installare l’equipaggiamento opzionale che apporta un tocco decorativo al Tiger Moth. Finalmente, le figure dei piloti possono essere incollate negli appositi spazi all’interno della cabina di pilotaggio; e il Tiger Moth è pronto all’azione.

Scatti Fotografici

  

  

  

  

Report di volo

  

Quel fine settimana, ho ricaricato la mia collezione di batterie da 300mAh e mi sono diretto al campo di volo sperando in una giornata di tempo calmo. Fortunatamente, il volo inaugurale del Tiger Moth è avvenuto in una giornata tranquilla con pochissimo vento.
Con una batteria appena caricata, ho impostato il timer di 5 minuti e dato motore. Contro vento, ho aumentato un po’ il gas e nel giro di pochi metri, con quasi nessuna correzione del direzionale, il Tiger Moth era decollato ed in salita. Ho dovuto trimmare un po’ l’elevatore a picchiare per aggiustare e livellare il volo.
Il Tiger Moth è davvero uno slow flyer rilassante e facile da pilotare proprio come pubblicizzato. Le virate sono facili da eseguire con l’elevatore e il direzionale, l’assenza degli alettoni non si sente affatto. Nonostante il Tiger Moth non sia un aeromodello acrobatico, sono rimasto sorpreso delle manovre che invece ho potuto effettuare, come i loop stretti e gli stalli d’ala.

  

E’ stato un piacere vedere il Tiger Moth esibirsi in virate belle, coordinate e lente mentre passava sopra la pista. Fino a che tirando in un grande loop a tutto gas, ho perso l’elica, che sfortunatamente era fallata. Tuttavia, sono stato in grado di completare la virata e di atterrare senza problemi. Ho poi sostituito il salva elica con un adattatore per elica da 3 mm, scoprendo che il peso aggiunto dell’adattatore e dell’ogiva mi hanno aiutato a trovare il CG migliore.
Più tardi nel pomeriggio, il vento è aumentato sensibilmente ed ho volato di nuovo con il Tiger Moth ma in condizioni di vento di circa 16-20 km/h, l’ho gestito ancora abbastanza bene anche se veniva un po’ sballottolato e gli atterraggi sono stati un po’ duri da eseguire. Inoltre, per andare contro il vento, ho dovuto volare quasi con impostazione di pieno gas, il ché ha ridotto il tempo di volo dalla batteria da 300mAh di circa 2-3 minuti.

  

  

  

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